Notizie

Come affrontare le salite in bicicletta: guida per principianti e amatori

Illustrazione di un ciclista che sale su una strada in salita, con frecce che indicano inspira ed espira e scritta “respirazione regolare, non andare in apnea

Le salite sono uno degli aspetti più impegnativi ma anche più gratificanti del ciclismo. Per affrontarle non servono “numeri da professionista”, ma metodo, gestione dello sforzo e qualche accorgimento tecnico. In questa guida trovi una serie di consigli pensati per chi si allena nel tempo libero o pratica il ciclismo in modo amatoriale, organizzati per paragrafi, in modo semplice e applicabile subito.

Imposta un ritmo sostenibile sin dall’inizio

La gestione della salita inizia dai primi metri. Affrontare l’inizio troppo velocemente porta spesso ad andare “fuori giri” e a trovarsi in difficoltà nella parte centrale. È preferibile partire con un’andatura che percepisci come leggermente prudente, che ti permetta di respirare in modo regolare e di controllare le sensazioni. Se, dopo qualche minuto, ti accorgi che hai ancora margine, puoi aumentare gradualmente il ritmo; se parti troppo forte, recuperare diventa molto più complicato.

Scegli rapporti adeguati alla pendenza

L’uso dei rapporti è fondamentale per gestire lo sforzo. In salita è consigliabile privilegiare rapporti agili, che ti permettano di mantenere una frequenza di pedalata sufficiente senza ricorrere esclusivamente alla forza. Se la pedalata rallenta troppo e devi spingere con grande impegno a ogni colpo di pedale, è un segnale che il rapporto è troppo lungo per il tuo livello o per quella pendenza. Non c’è alcun vantaggio nel “forzare” con ingranaggi pesanti: consumi più energie, affatichi le articolazioni e rischi di non arrivare in cima in modo controllato.

Mantieni una pedalata regolare

In salita è importante cercare una pedalata il più possibile regolare. L’obiettivo è evitare accelerazioni e decelerazioni continue, che aumentano la fatica senza migliorare la velocità media. Una frequenza di pedalata stabile, compatibile con il tuo livello di allenamento, ti permette di distribuire lo sforzo nel tempo e di preservare le gambe nelle salite più lunghe. Se ti accorgi che procedi “a strappi”, con momenti in cui spingi molto e altri in cui quasi ti fermi, è il momento di alleggerire il rapporto o di ridurre leggermente il ritmo.

Gestisci il respiro in modo consapevole

Il respiro è un ottimo indicatore dell’intensità dello sforzo. In salita è normale che la frequenza respiratoria aumenti, ma non dovresti arrivare a una sensazione di apnea prolungata. È utile concentrarsi su inspirazioni profonde e su espirazioni complete, cercando di evitare respiri brevi e superficiali. Abbinare il respiro al ritmo di pedalata (ad esempio, alcuni giri di pedale per l’inspirazione e altrettanti per l’espirazione, adattandoli alle sensazioni) aiuta a mantenere ordine nello sforzo e a evitare di salire oltre il tuo limite senza accorgertene.

Illustrazione di un ciclista che sale su una strada in salita, con frecce che indicano inspira ed espira e scritta “respirazione regolare, non andare in apnea

Privilegia la posizione seduta e usa quella in piedi solo nei tratti critici

Per la maggior parte dei ciclisti non professionisti, la posizione seduta è la soluzione più efficiente sulle salite, soprattutto se sono lunghe. Restando seduto puoi gestire meglio la cadenza, mantenere costante la forza applicata e ridurre il dispendio energetico complessivo. La posizione in piedi sui pedali è comunque utile, ma andrebbe utilizzata in modo mirato: per superare brevi tratti più ripidi, per cambiare un po’ la muscolatura coinvolta o per “sciogliere” schiena e anche. Se passi troppo tempo in piedi, il carico su braccia e tronco aumenta e lo sforzo diventa più impegnativo da sostenere.

Cura la postura del tronco e delle braccia

Anche in salita, la postura  incide molto sull’efficacia della pedalata. Il busto dovrebbe essere leggermente inclinato in avanti, ma senza collassare sul manubrio. Le mani devono appoggiarsi con decisione ma senza tensione eccessiva, mentre i gomiti restano leggermente flessi. Un tronco relativamente stabile consente di indirizzare la maggior parte dell’energia alle gambe, evitando oscillazioni inutili del corpo. Se ti ritrovi a tirare il manubrio con forza o a muovere in modo marcato spalle e tronco, è possibile che la sella sia troppo alta o che il ritmo scelto sia superiore alle tue possibilità in quel momento.

Suddividi mentalmente la salita in tratti più brevi

Le salite più lunghe possono essere impegnative anche dal punto di vista mentale. Per renderle più gestibili, può essere utile suddividerle in segmenti: da una curva alla successiva, da un tornante all’altro, fino a un punto di riferimento visivo. In questo modo concentri l’attenzione su obiettivi intermedi, invece di pensare continuamente alla distanza complessiva che manca alla cima. Ogni tratto completato diventa un piccolo risultato, e questo approccio aiuta a mantenere la concentrazione e a controllare meglio il ritmo.

Riduci le tensioni superflue

Quando la fatica aumenta, è frequente irrigidire muscoli che non partecipano direttamente alla pedalata, come spalle, collo o muscoli del viso. Questa tensione non contribuisce alla prestazione, ma aumenta il dispendio energetico e può causare fastidi a fine uscita. Di tanto in tanto, soprattutto nei tratti leggermente meno ripidi, può essere utile fare un rapido controllo: abbassare le spalle, allentare la presa sul manubrio, muovere leggermente il collo e rilassare la mandibola. Un corpo meno rigido tollera meglio la durata dello sforzo.

Gestisci idratazione e alimentazione prima e durante la salita

Una salita, anche non estrema, diventa rapidamente problematica se arrivi al suo inizio già disidratato o con poche energie. È opportuno bere con regolarità durante l’uscita, a piccoli sorsi, senza attendere di avvertire una sete marcata. Nel caso di salite più lunghe, è consigliabile introdurre anche una piccola quota di carboidrati facilmente digeribili (per esempio una barretta o un gel, in accordo con le tue abitudini e con eventuali indicazioni del nutrizionista) prima o nelle fasi iniziali della salita. In questo modo riduci il rischio di cali di energia improvvisi proprio nei tratti più impegnativi.

Adatta la tecnica al tipo di bici e al fondo

Il modo di affrontare una salita cambia in parte a seconda della bici e del terreno. Su una bici da corsa, su asfalto regolare, puoi concentrarti soprattutto su cadenza, gestione del rapporto e posizione del busto. Su MTB o gravel, soprattutto su sterrato, devi considerare anche la trazione: in molti casi conviene mantenere il peso leggermente arretrato sulla sella per evitare che la ruota posteriore slitti, senza però alleggerire eccessivamente l’anteriore. Se il fondo è irregolare, è normale dover modificare leggermente la posizione e il ritmo per superare tratti più sconnessi, radici o pietre.

Rispetta il tuo livello e non inseguire sempre il ritmo degli altri

In salita il confronto con gli altri è particolarmente evidente, ma non sempre è utile. Cercare di seguire un passo superiore alle proprie possibilità porta spesso a esaurire le energie prima del previsto. È più efficace individuare il proprio ritmo sostenibile e mantenerlo, anche se significa lasciare che qualcuno si allontani. Con il tempo, man mano che la condizione migliora, il ritmo personale diventerà più elevato in modo naturale. Forzare costantemente oltre il proprio limite, invece, aumenta solo il rischio di arrivare in cima in condizioni di forte affaticamento o di non completare la salita come previsto.

Considera la fatica come parte del processo, ma resta sotto controllo

La salita comporta inevitabilmente un livello di fatica superiore rispetto alla pianura, ed è normale percepire gambe e respiro più impegnati. La chiave è distinguere tra uno sforzo intenso ma gestibile e una situazione in cui il controllo viene meno. Finché riesci a mantenere una pedalata regolare, un respiro coordinato e una postura abbastanza stabile, stai lavorando in un ambito coerente con il tuo livello. Quando invece tutto diventa caotico – pedalata a scatti, respiro molto affannato, postura disordinata – può essere utile alleggerire il rapporto, diminuire il ritmo e riprendere il controllo, senza considerarlo un fallimento ma una scelta razionale di gestione dello sforzo.